Étranger
Ita Eng Deu
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Ho Chi Minh

Nguyen Sinh Cung nasce nel 1890 in un villaggio nel Vietnam centrale, sin da giovanissimo abbraccia la causa socialista e nazionalista, reclamando l’indipendenza del Vietnam. Suo padre, di origini umilissime, aveva raggiunto il rango di mandarino. A 14 anni si imbarca sulle navi che fanno la spola tra l’Indocina e la Francia come fuochista e cuciniere. Nel 1919 inoltra al presidente americano Wilson, a Versailles per il trattato di pace al termine della prima guerra mondiale, una dichiarazione in cui, in nome del diritto all’autodeterminazione dei popoli, chiede l’indipendenza e il rispetto dei diritti civili nell’Indocina francese. Nel 1930 fonda il Partito Comunista Indocinese, assume il nome di Ho Chi Minh, “Colui che porta la luce”. Nel 1941 fonda il Vietminh, la Lega per l’indipendenza del Vietnam e rientra clandestinamente nel nord del paese al confine con la Cina. Il 2 settembre 1945 proclama l’indipendenza del Vietnam, dopo la sconfitta dei giapponesi che avevano invaso il paese disarmando i francesi. Viene eletto per acclamazione presidente della Repubblica Democratica. Quando nel 1946, la Francia rompe gli accordi e tenta di rioccupare la ex colonia puntando su Hanoi, guida la resistenza nella prima guerra d’Indocina (1946-1954). Al termine del conflitto, gli accordi di Ginevra stabiliscono la divisione del paese all’altezza del 17° parallelo tra il Nord comunista e il Sud in orbita occidentale. Negli anni successivi, divenuto ormai un simbolo mondiale della lotta anticolonialista, si batte per la riunificazione e contro gli americani fino alla morte nel 1969.