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Mafalda di Savoia

Mafalda di Savoia, secondogenita del Re Vittorio Emanuele III e di Elena del Montenegro, sposa nel 1925 il principe tedesco Filippo d’Assia che in seguito, quale figura di primissimo piano del partito nazionalsocialista, avrà l’incarico di coltivare i rapporti fra Germania e Italia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, viene incolpato di aver congiurato contro la Germania e deportato nel campo di Flossenbürg a insaputa della moglie che si trovava dalla sorella in Bulgaria. Mafalda, una volta rientrata in Italia, viene arrestata con l’inganno presso il comando tedesco a Roma, condotta dapprima a Berlino e poi nel campo di prigionia di Buchenwald con il falso nome di Frau Von Weber. Qui viene sistemata in una delle baracche speciali per i prigionieri politici. Nel lager incontra 5 internati italiani che la riconoscono. Nell’agosto del 1944 una bomba alleata colpisce la baracca in cui alloggia. Ferita gravemente, Mafalda muore dopo pochi giorni a causa delle conseguenze di un’operazione per l’amputazione del braccio.

Mafalda Maria Elisabetta di Savoia

Reggimento Nembo

Il 183º reggimento paracadutisti Nembo è un reparto aviotrasportato dell’Esercito italiano, inquadrato nella brigata paracadutisti Folgore.

Spilla con l’effige del 183° reggimento Nembo

Reclutatori

In Italia agivano illegalmente reclutatori della Legione straniera che cercavano giovani da ingaggiare con il miraggio di una buona paga e una vita avventurosa. Chi accettava veniva poi istruito su come presentarsi all’ufficio di reclutamento più vicino (per Bolzano era Innsbruck) e su come varcare clandestinamente il confine con la Francia. Venivano pagati al “pezzo”.

Manifesto di propaganda per la Legione straniera degli anni '50
Manifesto di propaganda per la Legione straniera degli anni ’50

Funerali solenni di un ufficiale

Si tratta del tenente Bernard Bedaux della 13a Semibrigata della Legione straniera. Ferito gravemente nella ridotta Beatrice l’11 marzo 1954, muore all’ospedale militare Lassan di Hanoi, dove era stato trasportato in aereo. Lo accompagnerà Emil Stocker, sopravvivendo così alla caduta di Dien Bien Phu.

Otto postazioni con nome di donna

A Dien Bien Phu, nella conca lunga 20 chilometri e larga 7, vengono realizzate dai francesi otto ridotte a cui vengono date nomi di donne: Gabrielle, Huguette, Dominique, Beatrice, Isabelle, Anne-Marie, Eliane, Claudine.

Giap

Vo Nguyen Giap, capo militare del Vietminh. Teorico della guerra di popolo, artefice della vittoria contro i francesi nella prima guerra d’Indocina, utilizzando la tecnica della guerriglia per asfissiare ovunque le truppe dell’Unione francese. Fondamentale la sua visione strategica nella battaglia di Dien Bien Phu, dove riuscì a circondare la base francese e martellarla per 56 giorni con l’artiglieria. Uno dei suoi punti di forza era la logistica: migliaia di portatori rifornivano le divisioni di armi e vettovagliamenti in tutto il nord del paese. A capo dell’esercito anche nella guerra contro gli americani, divenne in seguito ministro della Difesa della Repubblica popolare del Vietnam. È morto a 102 anni nel 2013.

Vietminh

Lega per l’indipendenza del Vietnam, organizzazione politico-militare fondata nel 1941 con lo scopo di battersi prima contro i colonialisti francesi e subito dopo contro l’invasore giapponese. Il Vietminh proclama l’indipendenza nazionale nel 1945 subito dopo la capitolazione giapponese. Nel 1946 si oppone militarmente al tentativo francese di rioccupare la colonia. La prima guerra d’Indocina (1946-1954) si conclude con la storica vittoria sui francesi a Dien Bien Phu. Dopo gli accordi di Ginevra che dividono il Vietnam in due all’altezza del 17° parallelo, nel sud del paese rimasto in orbita occidentale, saranno i vietcong a portare avanti la lotta di liberazione.

Dien Bien Phu

La battaglia di Dien Bien Phu (13 marzo – 7 maggio 1954) segna la sconfitta delle forze francesi nella prima guerra d’Indocina (1946-1954) a opera del Vietminh, l’esercito di liberazione del Vietnam sotto il comando del generale Giap. Dien Bien Phu è una conca nel nord-ovest del Vietnam occupata dagli uomini della Legione straniera, dai paracadutisti francesi e da reparti delle operazioni coloniali nel novembre del 1953 (Operazione Castore). Le truppe vengono aviotrasportate. L’obiettivo dei generali francesi era costringere il Vietminh a una battaglia tradizionale di artiglieria in pieno territorio viet, chiudendo a Giap la via di collegamento con il Laos. Nella conca lunga 20 chilometri e larga 7 vengono realizzati otto capisaldi a cui vengono dati nomi di donne: Gabrielle, Huguette, Dominique, Beatrice, Isabelle, Anne-Marie, Eliane, Claudine, Nel giro di poche settimane le forze francesi (circa 10 mila uomini) vengono circondate dalle divisioni più esperte del Vietminh, dai 40 ai 50 mila soldati, supportati da 20 mila portatori uomini e donne. Il 13 marzo 1954 inizia l’assedio finale alla fortezza. La battaglia si conclude il 7 maggio 1954 con la resa francese. Il bilancio: circa 4 mila tra morti e dispersi tra i francesi, oltre 6 mila feriti, 11 mila prigionieri. Nelle fila del Vietminh circa 8 mila morti e 15 mila feriti.

https://www.youtube.com/watch?v=n2SutwKq8fg&t=128s

Fort Saint Nicolas, Marsiglia

Centro di reclutamento della Legione straniera, dove gli aspiranti legionari venivano sottoposti a visite mediche e a colloqui prima dell’ingaggio. Da lì poi le reclute partivano via mare per l’Algeria.

Fort Saint Nicolas, Marsiglia

Sidi Bel Abbes

Sidi Bel Abbes è una città dell’Algeria nordoccidentale, capoluogo della provincia omonima, situata sulle sponde del fiume Mèkerra. Fondata dai francesi nel 1843, rappresenta la città simbolo della Legione straniera francese, in quanto dal 1931 al 1961 ne diventò il quartiere generale.